Turismo lento dopo il coronavirus

Come cambia Il turismo dopo il coronavirus

 

Dopo il lungo periodo “chiusi in casa” tutti noi sentiamo un gran bisogno riassaporare la libertà.

 

I viaggi mordi e fuggi in strutture dove le persone vengono ammassate come in alveari non fanno più gola a nessuno.

L’importanza di avere i propri spazi, un basso numero di ospiti nella struttura, la garanzia di profonda  pulizia data dalla professionalità dello staff e dai prodotti utilizzati, determineranno le nostre ricerche internet. 

 

Riscoprire l’importanza dello scorrere del tempo e vedere come la natura riconquisti gli spazi lasciati a causa della nostra assenza nel territorio  ha creato in noi in diverso modo di vedere il mondo e l’esigenza di riscoprire spazi verdi, animali, tradizioni e il grande desiderio di vivere la nostra vacanza fino in fondo.

 

Si riscopre il piacere del turismo lento

In un periodo di cambiamenti epocali cambia anche il modo di viaggiare.

Vengono riscoperti i benefici del turismo lento, una forma di  turismo che viene caratterizzata dal fatto che  vivere il territorio è parte fondamentale del viaggio.

 

Questa potente virata nei nostri gusti è dovuta proprio al periodo di isolamento che siamo stati costretti a vivere.

Abbiamo riscoperto vecchi valori come amicizie profonde che resistono nonostante la distanza, abbiamo assaporato i benefici psicologici del lento trascorrere del tempo e non ultima … una saturazione di programmi televisivi inutili ci ha fatto capire di quanto meglio sia stare all’aria aperta che seduti in divano a vedere gente che litiga.

 

Tutto ciò a portato tutti noi a desiderare vacanze psicologicamente rilassanti, segnate dal desiderio di poterci riappropriare delle nostre libertà.

 

Ecco che nasce il desiderio di essere noi i protagonisti della nostra vacanza, basta essere sballottati a destra o sinistra per rispettare tempi ristretti che ci faranno rientrare a casa ancora più stanchi e stressati di quando siamo partiti!

 

Forse non ce ne siamo mai accorti, ma l’Italia sembra essere stata creata apposta per soddisfare questo desiderio.

 

L’italia è nata per lo slow tourism

Il nostro paese ha una concentrazione di beni artistici elevatissima, e non occorre andare nelle grandi città per poterne beneficiare perché sono sparsi su tutto il territorio.

Non mancano ovviamente zone faunistiche ben curate e facilmente visitabili.

 

Ma la cosa che fa dell’italia la meta ideale per il turismo lento siamo noi … gli italiani.

Spesso siamo presi in giro dagli stranieri per il nostro modo “chiassoso” di interagire fra noi, ma è proprio il nostro senso innato di ospitalità che attira così tante persone.

 

Abbiamo degli amici inglesi che rimangono stupiti del fatto che dopo una serata passata insieme gli italiani si salutano ma non vanno via subito, da quando si salutano a quando realmente vanno a casa possono passare anche più di 45 minuti (ci hanno cronometrati).

Questo per loro è strano, divertente, ed una delle cose a cui non sanno rinunciare quando vengono in Italia: il calore degli italiani!

 

Questo nostro senso di rispettoso calore, il nostro naturale essere orgogliosi di come siamo e della nostra cucina, una curiosità innata, ci porta ad essere particolarmente amichevoli e a condividere le gioie e le bellezze del nostro territorio.

 

Ecco perché quando si viaggia nel nostro paese non si hanno mai problemi per avere delle valide indicazioni. A volte chiedere alla struttura che ci ospita una bicicletta e partire anche senza una meta precisa ci può far scoprire inaspettati tesori nascosti.

 

Penso sia inutile sottolineare che chi pratica lo slow tourism probabilmente ama anche slow food e ristoranti non turistici tipici della zona.

 

Turismo lento e slowfood

Difficilmente chi ama prendersi i suoi tempi per viaggiare va poi a mangiare nelle grande catene di fast food.

 

La modalità slow permette di conoscere persone del territorio che ci danno consigli su ristoranti particolari.

 

Un buon ristorante deve essere per forza caro? Molti ristoranti delle aree turistiche sono immeritatamente cari proprio perché turistici.

Spesso basta uscire un po’ dal centro o dalle grandi metropoli per scoprire un mondo diverso.

Nella periferia i ristoranti lavorano con le persone del posto e la cucina è tipicamente locale e i prodotti spesso sono a km 0.

 

La struttura ricettiva è generalmente un punto di riferimento per il turista slow e questo perché conoscere il territorio significa anche conoscere direttamente le persone che offrono i vari servizi, sapere come lavorano, conoscere i loro fornitori, i loro punti di forza.

 

Affidarsi alle persone esperte del territorio è una grande risorsa gratuita a disposizione di tutti, fa risparmiare tempo, soldi e garantisce la riuscita della vacanza.

 

Conclusioni sul turismo lento

Dopo un lungo periodo chiusi in casa abbiamo voglia e bisogno di libertà.

Ci meritiamo dopo i grandi sacrifici fatti di riprenderci in modo più rispettoso di prima i nostri spazi e i nostri tempi.

 

Slow spesso viene usato anche per indicare qualità ed è proprio questa che cerca il turista post-coronavirus!

 

Riscopriamo il meglio del nostro tempo libero assaporando ogni minuto della nostra vacanza.

 

Facciamo affidamento su chi conosce bene il territorio e affidiamoci a chi ci garantisce pulizia e sicirezza.